giovedì 11 dicembre 2014

Viaggiare da soli

Viaggiare da soli - alle soglie del 2015, questa è una frase che suscita ancora
reazioni  negative e di stupore più disparate.

per la maggior parte della gente (italiani in primis), viaggiare da soli è un'opzione da non prendere neppure in considerazione.
ho le ferie ma non so con chi andarci? allora sto a casa!

se una ragazza, poi, dice che vorrebbe fare un viaggio da sola, ecco la lista delle risposte che avrà dal suo interlocutore:
  • ma sei pazza?
  • ma non hai paura?
  • guarda che è pericoloso..
  • e se ti stuprano? ti rapinano? ti rapiscono?
  • una ragazza come te non dovrebbe viaggiare da sola

(... potete continuare con la lista dei pregiudizi, ve ne verranno sicuramente in mentre altri )

se ci pensate, però, viaggiamo continuamente da soli!
per andare a fare shopping, per andare al lavoro, per raggiungere gli amici al bar. se viviamo da soli poi, è come un'immensa vacanza da soli.
viaggiamo da soli tutto il tempo, mentre ci spostiamo da un posto all'altro, per raggiungere qualcuno o per fare qualcosa.

nonostante ciò, quando è il momento di partire veramente, questo viaggiare da soli ci sembra una cosa strana e impossibile da fare.
la verità è che viaggiare da soli spaventa!

il mio primo viaggio da sola non lo considero quando sono andata a lavorare in svizzera a 18 anni e non conoscevo nessuno.
non considero neppure quando a 17 anni sono andata in vacanza in canada, ospitata da una famiglia conosciuta online.
non ho considerato viaggiare da sola neanche trasferirmi a genova a 19 anni, eppure nemmeno li conoscevo nessuno.

il mio primo viaggio da sola è stato nel 2011, a londra.
avevo organizzato un weekend lungo con due amiche, avevamo prenotato volo e hotel, ma all'ultimo minuto loro si sono tirate indietro. 
avevo già pagato tutto e nonostante non mi sentissi a mio agio, alla fine ho deciso di partire lo stesso.

1 per non perdere i soldi del viaggio, 
2 perchè londra la adoro e non sapevo se mi sarebbe capitato ancora di andarci.

con la testa piena di pregiudizi e tabù di cui sopra, mi ci è voluto un pò a farmi coraggio e dire "ma si, parto!". mi sono resa conto di quella cosa che dicevo prima, che in fondo viaggiamo da soli tutti i giorni, se andava bene camminare per il centro di genova, da sola, doveva andare altrettanto bene passeggiare per il centro di londra, da sola! 

viaggiare in gruppo, ovviamente è più facile. ci sono meno chance di annoiarsi (se il compagno di viaggio è scelto con cautela), costa di meno perchè si dividono le spese, essere con degli amici ci rende anche più coraggiosi ed espansivi quando è il momento di socializzare con gli sconosciuti.

viaggiare da soli, invece ci offre tutta un'altra serie di opportunità!
ci fa mettere alla prova, ci fa scoprire e superare i nostri limiti, è una sfida contro se stessi.
ci dà anche più tempo per pensare, per fare le cose che vogliamo noi senza scendere a compromessi con nessun altro, ci regala libertà e indipendenza.
dimostrerete a voi stessi che potete fare tutto quello che volete, si, anche partire da soli! superare difficoltà e paure..

la mia preoccupazione più grande, prima di partire per londra, era il disagio di andare a mangiare al ristorante da sola.
lo trovavo inaccettabile. triste. una di quelle cose che non facevo e non volevo fare, perchè "normalmente" al ristorante si va in un altro contesto, cioè in compagnia di una o più persone.

nella mia mente contorta, andava bene mangiare da sola a casa, mangiare da sola al mac donald o dal kebabbaro, comprare la focaccia e mangiarla da sola al parco, mangiare da sola nel ristorante self service durante la pausa lavoro.

però mangiare da sola al ristorante, in un altro contesto, non andava bene.
non volevo chiedere un tavolo per uno, mi vergognavo!
non volevo essere da sola a tavola e non sapere dove guardare, non aver nessuno con cui parlare, non poter neanche messaggiare, perchè all'estero gli sms per l'italia costano un botto!

ebbene, in 4 sere a londra, ho sconfitto la paura del ristorante da sola per una volta e mezza. 
dico una e mezza, perchè la seconda volta ho provato disperatamente a cenare al ristornante, ma alle 10 di sera a quanto pare nessuno aveva voglia di cucinare per me, e sono finita a mangiare qualche panino per strada. però la mia dose di impegno ce l'ho messa, veramente! 

ora che vivo in nuova zelanda, questa storia del viaggiare da soli, mangiare da soli e quant'altro da soli, la vedo sotto una prospettiva completamente diversa.
vivo in un paese in cui confluiscono ogni anno milioni di persone, provenienti da ogni parte del mondo, che da soli fanno la valigia e da soli arrivano in un paese in cui non conoscono nessuno. 
ragazzi e ragazze anche di 18/20 anni, che si prendono un anno per viaggiare, esplorare, scoprire il mondo, da soli.
gente che si prende una pausa di qualche mese e si fa il giro dell'asia prima di arrivare in nz per esplorare l'isola per qualche settimana, passando poi per per l'australia.

senza paranoie e senza pregiudizi.

che poi da soli non si è mai. siamo sempre circondati da gente. gente uguale a noi. 
gente che a sua volta magari si sente sola.

il mio consiglio?
socializzate!

se viaggiate da soli e avete paura della solitudine, cercate rifugio negli ostelli, in cui troverete la compagnia di altri viaggiatori, coi quali magari fare un pezzo di viaggio, condividere delle esperienze e dei bellissimi ricordi.

ma state anche da soli, vi farà bene, almeno per un pò!

conclusione: viaggiare in compagnia è bello, ma non rinunciate a un viaggio solo perchè non sapete con chi andarci!
provateci almeno un volta, a viaggiare da soli, se vi capita.
se non altro, avrete fatto un'esperienza in più che vi aiuterà a conoscervi meglio, vi metterà alla prova, vi renderà più forti e coraggiosi.
e se poi scoprire che viaggiare da soli vi piace, sicuramente si moltiplicheranno le vostre opportunità di viaggiare!



lunedì 8 dicembre 2014

Couchsurfing per viaggiare, socializzare, risparmiare, scoprire

chi di voi non conosce ancora couchsurfing alzi la mano!
ma no, dite sul serio???????
allora ve ne parlerò io..

ho scoperto questo portale due anni fa. dovevo fare un viaggio a berlino con un'amica. facendo due conti, il nostro weekend lungo ci sarebbe venuto a costare parecchi soldini.
 così, parlando con un'altra persona, è venuto fuori il discorso di couchsurfing e mi ha incuriosito tantissimo! andare a dormire a casa di perfetti sconosciuti, senza spendere niente...

 mmmmhhh mica male! 

oddio, suona anche un pò fuori luogo, specialmente per una ragazza 
(dai ditelo: e se mi stuprano? mi violentano? mi derubano? mi seviziano? mi tolgono un rene e lo rivendono al mercato degli organi?)

con qualche perplessità - ma infinita curiosità - mi sono iscritta al sito per capirne un pò di più. 

ovviamente i membri couchsurfing (che da ora in poi chiamero' cs) non possono permettersi di svolgere la professione del serial killer, in quanto la comunità è molto attiva e dopo i vari incontri/contatti si è invitati a lasciare un feedback. se il profilo che consultiamo non ha feedback, meglio non contattare l'utente, che avrà sicuramente fatto a pezzetti le sue vittime.
però può anche darsi che questo utente non abbia feedback in quanto appena iscritto, oppure è iscritto da tempo non ha mai avuto l'occasione di partecipare alle attività di cs.

spulciando i profili si trova di tutto. 

uomini che vogliono ospitare solo donne (........), persone che ti mettono a disposizione il pavimento del salotto, gente che è solo disposta a incontrarti per farti visitare un pò la propria città.

poi cercando meglio, trovi i cs veri, quelli che ti offrono un letto o un divano, che hanno un profilo lunghissimo e dettagliato, che descrivono bene la casa e le condizioni a cui ti ospiteranno, cosa gli piace fare, dove sono stati, cosa hanno visto e fatto. 
di solito, sotto a questi profili, troverete una marea di feedback e in questo caso potete stare tranquilli, ci si può fidare.

dopo qualche settimana, sono riuscita a trovare un candidato disposto ad ospitarci a berlino, per 4 notti. benjamin.. un viaggiatore che parlava fluentemente lo spagnolo e l'inglese, oltre che al tedesco, e di mestiere lavorava per una compagnia che sviluppa app per smartphones.
è stata un'esperienza grandiosa, che ho condiviso con la mia amica emma. lei non parlava inglese, io non parlavo spagnolo, cosi ci siamo ritrovati in 3 a parlare in 3 lingue diverse! inglese, spagnolo e italiano!
questo ragazzo all'inizio aveva detto che ci avrebbe messo a disposizione un divano, ma poi quando siamo arrivate ha costretto il suo coinquilino ad andare dalla fidanzata, così noi ci siamo guadagnate la sua camera.
in quei quattro giorni abbiamo condiviso le serate con questo ragazzo, che lavorando non poteva portarci in giro per berlino, ma ci ha dato informazioni sul da farsi. una sera abbiamo cucinato per lui, un'altra sera siamo andati a cena dai suoi amici (gruppo di 15 persone provenienti da varie parti del mondo), l'ultima sera siamo andate con lui a scoprire la movida dei veri berlinesi, a ballare nei localini nascosti e sconosciuti ai turisti.

qualche mese dopo, programmo un viaggio a barcellona con due amiche e ci siamo di nuovo affidate a cs... abbiamo affittato un appartamento con altri due ragazzi (germania e sud africa) ed è stata un'altra esperienza fantastica! siamo andati al sonar festival e questi ragazzi non avevano nessuno con cui andare, o un posto in cui stare, così ci siamo aiutati a vicenda e abbiamo passato un weekend da urlo!

quando sei all'estero, specialmente da solo, hai bisogno del supporto degli altri. cs è una comunità in cui ci si aiuta, si condivide, si interagisce in diversi modi.
nelle città principali ci sono dei gruppi dedicati, bacheche in cui si può trovare qualcuno con cui condividere un viaggio, andare a bere una birra, andare a fare una vacanza, scoprire una città con gli occhi di uno che ci vive e non con quelli di un turista. e poi ci sono i forum per cercare casa, lavoro, comprare e vendere cose usate.

couchsurfing è un grande strumento per noi expat! per i viaggiatori in generale.

qua in nuova zelanda non l'ho ancora usato, ma tra un paio di settimane avro' le ferie e non ho nessuno con cui viaggiare! 
cercherò qualcuno su cs... 
e se va male cercherò negli ostelli... 
e se va male cercherò tra gli autostoppisti...

e se va male...
viaggerò da sola!

anzi, con lui!

martedì 2 dicembre 2014

Emigrare in Nuova Zelanda - Generazione boh

ieri ho sentito questa canzone, per caso, su spotify.

mi sono detta "questo fedez, sante parole".

questa canzone parla un pò di noi che abbiamo deciso di emigrare in nuova zelanda 
e mi è venuto in mente di fare il mio video su questa generazione boh. 

ma quella che si è svegliata ed effettivamente è partita!

quella che rappresento io,

 quella che rappresenta la maggior parte delle persone che ho incontrato nell'ultimo anno.

quella che, se mi state leggendo, probabilmente sognate di poter rappresentare.

"c'è Ancora chi crede in un posto migliore
Per questo si fanno le valigie e si parte"

mercoledì 26 novembre 2014

vivere in nuova zelanda - vivo in un paese bruttissimo

(no, non è vero!)

eccomi, dopo due mesi di latitanza.
la mia vita qua, ormai, mi sembra una cosa normale, per questo non mi viene da scrivere sul blog.
quello che prima era un'avventura, ora è routine.

Lavoro dal martedì alla domenica, il lunedì lo passo con gli amici, a bere, mangiare ed esplorare i dintorni di auckland. 
paesaggi selvaggi e mozzafiato, che benchè siano molto simili l'uno con l'altro, non ti stanchi di ammirarli.

per natale e capodanno, il ristorante in cui lavoro sarà chiuso e avro' 3 settimane di ferie! ad aprile mi scade il visto e non so cosa succederà. i miei datori di lavoro sono propensi ad aiutarmi, ma la decisione finale spetta all'immigrazione. Nel caso mi rispediscano in Italia, queste vacanze sono la mia ultima chance di visitare il paese. Mentre se mi rinnovano il visto, queste vacanze saranno un pò uno spreco di soldi, siccome a luglio vorrei venire in italia per un mese e poi di tempo per viaggiare qua ne avro' ancora.

 Le ferie non sono pagate, perchè ogni settimana me le liquidano, quindi per 3 settimane niente stipendio. E avro' il mio affitto da pagare, più vari ostelli e campeggi durante il viaggio. e i km che intendo fare, per visitare tutta l'isola del nord, saranno almeno 3000, quindi benzina a go-go. 

Lo so che in Italia quando vai in vacanza hai comunque il tuo affitto da pagare, ma qua è diverso, i backpacker (cosa che io non sono, ma mi piacerebbe essere)si spostano "con tutta la casa", zainone e via. non gli serve pagare l'affitto della stanza, quando tornano se ne cercano un'altra, ma nel frattempo risparmiano. ormai io sono nella fase 2.0, altro che zainone, i miei bagagli si sono triplicati e con le mie cose ci riempio una macchina, più un furgone perchè adesso ho anche un letto di proprietà!

i miei amici o sono spiantati o lavorano, quindi non faccio affidamento su di loro, ma dovrò cercare qualche compagno di viaggio, per dividere le spese, perchè noi immigrati in nuova zelanda non siamo ricchi e non facciamo i soldi! inoltre viaggiare da soli è noioso! il mio amico che è stato via 5 giorni a nord di auckland, ha detto che in tutto quel tempo ha parlato solo con 3 persone, perchè non c'era nessuno in giro! io mi sparo... 

prometto che terro' un diario di viaggio dettagliato, faro' tante tante foto e vi aggiornerò al mio ritorno, così vedrete i posti stupendi in cui sono stata, anche perchè non so quanto avro' a disposizione internet!

questo lunedì sono stata a muriwai, una spiaggia bellissima a west di auckland. è la spiaggia dei surfisti, ma anche degli squali che si mangiano i surfisti. e dei pescatori che scivolano dalle rocce e annegano. insomma è facile lasciarci le penne da quelle parti. ed è anche famosa per la colonia dei gannets, dei simpatici uccelli che somigliano un pò a delle oche/papere, che fanno i pendolari tra australia e nuova zelanda, la cosa bellissima è che si piazzano sugli scogli e da lontano sembrano delle pietre, perfettamente allineate, poi guardi bene e sono loro, i gannets =)

vi allego qualche video che ho fatto

http://youtu.be/reAaVj1EHUw?list=UUTcinDAedheDz9fl2iTCpEQ i gannets da vicino... non si è capito cosa stessero facendo

per invogliarvi a guardare i video, vi allego anche qualche foto =) alla prossima =)














sabato 27 settembre 2014

Nuova Zelanda - Tiriamo fuori i sogni dal cassetto

ciao a tutti! è un pò che non scrivo sul blog, è stato un mese molto movimentato, ho cambiato di nuovo lavoro, la settimana prossima cambio di nuovo casa (ehmmmm la quinta in 9 mesi!!), in italia sono successe delle cose che mi stanno assorbendo un sacco di tempo ed energie, ma non è di questo che voglio parlare oggi. 

è mezzanotte e mezza qua, in italia sono le 14:30, tra qualche ora però noi andremo avanti di un'ora il fuso orario passerà da +10 ore a +11 ore, tra qualche mese sarà +12 ore e poi di nuovo +11 e +10. non pretendo che ve lo ricordiate, nè che ci capiate qualcosa, volevo solo dirlo, così, tanto per.

sono tornata dal lavoro poco fa e sono a letto che ascolto musica su spotify. 
penso.
penso che poco più di un anno fa, non mi sarei immaginata che la mia vita sarebbe cambiata tanto. penso che, nell'ultimo anno, sono successe tante di quelle cose che non mi sarei MAI aspettata potessero succedere.
penso che l'imprevedibilità della vita sia una cosa meravigliosa.

non avevo mai pensato di vivere in nuova zelanda, non l'avevo mai considerata neppure come meta per le vacanze.
non avevo mai pensato di diventare pizzaiola, al massimo mi sarei vista in una trattoria a conduzione familiare, a fare il ragù o l'amatriciana. non davanti a un forno a legna, in un ristorante "italiano" a auckland, gestito da macedoni e coi cuochi serbi.
non pensavo si potesse vivere in un ostello, in camera mista da otto, per la bellezza di 5 mesi. non pensavo che un ostello fosse adatto ad una permanenza superiore a una notte!
non pensavo di poter finire sul giornale vanity fair, con tanto di foto e intervista.
non pensavo che sarei stata in grado di abitare fuori da quello che io definisco "civiltà", non pensavo che avrei amato tanto il verde, le pecore del vicino e il silenzio della campagna.


mi è sempre piaciuto scrivere. quando andavo al liceo ero anche brava. ricordo che ogni settimana, l'ultimo anno, la prof di italiano ci assegnava un tema di scrittura creativa e noi dovevamo scrivere una paginetta, sbizzarrendoci in descrizioni di situazioni casuali. per me quel compito era più un piacere che un dovere. poi con gli anni ho smesso di scrivere, la mia creatività è andata in pensione e mi sono dimenticata l'utilizzo corretto delle forme verbali, inoltre quando scrivo al computer mi rifiuto di usare le maiuscole.

quando ho deciso di intraprendere questo viaggio (dentro e fuori dalla testa!!), ho anche deciso di ricominciare a scrivere. 
un pò per mantenere un contatto coi miei amici in italia, un pò per avere un diario da rileggere in futuro, ma sopratutto per dare una sorta di aiuto a tutti quegli sconosciuti che sono incollati alla sedia di casa e vorrebbero scappare, ma non sanno come fare, come iniziare, dove cercare la forza, perchè il coraggio non serve.
anche io, un anno fa, mica sono partita grazie allo spirito santo che mi è apparso mentre facevo colazione. sono partita perchè dei perfetti estranei, coi loro racconti, mi hanno dato la forza.
mi sono detta: se l'hanno fatto loro, lo posso fare anche io!

le persone si fanno un sacco di domande e io spero, con le mie storie, di dare qualche risposta.

un giorno, katia dalle Seychelles mi ha contattato e mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto collaborare con la pagina facebook DONNE CHE EMIGRANO ALL'ESTERO. l'idea mi è piaciuta e ho iniziato a scrivere anche io. siamo una trentina di donne italiane, sparse per il mondo. ogni giorno sulla pagina fb si pubblica un post relativo alla nostra vita all'estero, cosa facciamo, dove viviamo, perchè siamo partite, gli usi e costumi dei paesi che ci ospitano. è bello perchè in mezzo a tanta diversità, c'è il filo conduttore che ci unisce, l'essere emigrate. E' facile immedesimarsi leggendoci, sia che si viva all'estero, sia che si sia in italia, col sogno di partire.

non siamo scrittrici di professione, ma i nostri post sono veri, trasudano forza e determinazione, viviamo delle vite più difficili rispetto a quando eravamo in italia, ma questo invece che fermarci, ci dà ancora più grinta.


domenica 24 agosto 2014

Working Holiday Visa - Un anno in Nuova Zelanda! Bilanci

un anno e un giorno veramente =) se devo dirla tutta, ero convinta fosse domani il mio anniversario e stavo iniziando a pensare a un discorso solenne da fare per l'evento. poi controllo il passaporto e... 23 agosto 2013!

direi che è tempo di fare un bilancio!
partiamo dagli aspetti negativi.,,
Working Holiday Nuova Zelanda

non ho viaggiato - quando avevo il tempo, non avevo i soldi, ora che ho i soldi, non ho il tempo. in linea di massima mi sono lanciata sul lavoro al 100%, ripeto che sono un'immigrata, con delle spese da sostenere in italia, quindi ho ben poco da fare vacanza. è strano, quando ero in italia ogni 3 mesi salivo su un aereo, qua nada de nada! ma il problema è anche che se vuoi uscire dal paese, la meta più vicina è l'australia che è a 4 ore di volo, tralascio il costo del biglietto perchè è folle rispetto a quello che spendiamo per viaggiare con compagnie come la ryanair o easyjet. se invece vuoi restare in nz, ti serve una macchina se hai poco tempo, altrimenti spostarsi è troppo complicato. ora la macchina ce l'ho, prometto che come inizia l'estate inizierò a viaggiare un pò!



Working Holiday Nuova Zelanda
Working Holiday Nuova Zelanda
ho pochi amici - altra cosa veramente strana e grave!!!!!!!!!!!!! ma le persone con cui avevo legato di più, se ne sono tornate nei loro paesi! =( i miei vecchi coinquilini non erano abbastanza vitali o interessanti per i miei gusti, colleghi ne ho avuti pochi. conosco un sacco di gente, ma non sono persone con cui mi viene da dire "cosa fai stasera?". Mi consola il fatto di non essere l'unica in questa situazione. Qua va tanto fare incontri con persone scovate online, couchsurfing e meetup organizzano eventi settimanali, ma siamo sempre li, sono impegnata! e se ho una sera libera a settimana, preferisco passarla con qualcuno di quei pochi amici che ho, piuttosto che con un gruppo di sconosciuti. pero' prima o poi proverò anche quello.

Working Holiday Nuova Zelanda
Working Holiday Nuova Zelanda
non ho fatto le cose che fanno i backpacker - io che sognavo di nuotare con foche e delfini, fare bungee jumping da un ponte, l'avventura, le farm... nada de nada! Va beh una volta mi sono fatta un bel viaggio in autostop! tutto qua! credo che questo sia legato al punto primo (non ho viaggiato) però posso vantarmi di aver vissuto 5 mesi in ostello in camera da 8! alcune persone ci passano anche degli anni interi, ma 5 mesi sono stati un bel traguardo per me, che di solito non andavo in alberghi senza bagno in camera!







Ora passiamo ai lati positivi...

Working Holiday Nuova Zelanda
Working Holiday Nuova Zelanda
sono felice? si. non è che sia stato un anno fatto di rose e fiori, ma a oggi si, sono felice. i mesi più belli e spensierati sono stati quelli dell'ostello. era una festa continua, ma la vita non è solo bere e ballare! abitare in centro era comodo, ma abitare in una casa vera, grande, circondata dal verde e con tanto di piscina... beh è un altro vivere! E al lavoro sono circondata da gente tutto il tempo, parlo un sacco, mi faccio il culo ma rido e scherzo, le giornate passano più velocemente anche se sono fatte di turni di 12 ore. vivere in mezzo al verde pensavo non fosse cosa per me, eppure mi devo proprio ricredere! avere la macchina ha contribuito alla felicità degli ultimi mesi, è proprio un'altra musica non essere vincolata dagli autobus, in una città in cui i collegamenti non sono esattamente dei migliori.

Working Holiday Nuova Zelanda
Working Holiday Nuova Zelanda
ho un buon lavoro? si! dopo 10 anni di bingo, mi sono ritrovata a dovermi mettere in gioco, a cercare una nuova strada, a imparare nuove cose, ad adattarmi per aver qualche soldo. credo di aver fatto più lavori in 6 mesi che in una vita intera! sono stata cameriera, commessa, lavapiatti, babysitter. e poi ecco la mia nuova professione: pizza chef! che in inglese suona così fancy, ma si sono una pizzaiola. brava a quanto pare! perchè nonostante abbia poca esperienza, guadagno già dei bei soldini. questo lavoro mi ha dato l'opportunità di trasformare il mio visto "vacanza lavoro" in visto lavorativo, quindi si, sono ufficialmente un'immigrata fino ad aprile. e dopo? se non sarà nuova zelanda sarà qualche altro paese, ho in tasca un mestiere, la gente mangia pizza in tutto il mondo, quindi no, non sono preoccupata per il mio futuro! e questo mi fa vivere meglio. non passo più le giornate pensando a cosa farò, dove, come, quando e perchè. vivo le mie giornate senza farmi domande. cosa che fa bene all'animo, oh non sapete quanto!

Working Holiday Nuova Zelanda
Working Holiday Nuova Zelanda
sono finita sul giornale! vanity fair, versione cartacea. ehmmm ehmmm. Si! Non mi sarei mai immaginata nella vita che qualcuno potesse scrivere qualcosa su di me su un giornale. Con tanto di foto eh =) -ridimensioniamo la cosa: una colonna su una pagina, all'interno di un articolo riguardante gli italiani in nz. comunque ero li =)- 

il mio inglese è realmente migliorato? si ma non quanto avrei sperato. è una strada dura e in salita, ma purtroppo per la maggior parte del tempo non sono stata a contatto con kiwi, ora si e questo mi aiuterà in futuro. a volte la gente fa finta di non capirmi, o quando non capisco non si sforza per rendere la frase più facile, ma va bene, lo so che sono loro degli stronzi, non è colpa mia =)

concludendo, è stato un anno positivo! in cui  mi sono arricchita a livello culturale e professionale, ho scoperto qualche cosa in più su di me, ho cambiato in parte la mia visione del mondo, ho fatto un sacco di cose, conosciuto un sacco di persone, mi sono divertita tanto, ho imparato ad arrabbiarmi di meno, ho iniziato ad affrontare i problemi con più fisolofia. ma l'insegnamento più grande è stato che...

.. possiamo fare tutto quello che desideriamo..

FORZA RAGA, TIRATE FUORI QUEI SOGNI DAI VOSTRI CASSETTI!! =)



venerdì 15 agosto 2014

Nuova Zelanda - vamos a la playa oooh oh oh ohhh oooooooh

sono molto impegnata in queste settimane, però nel mio giorno libero di solito vado a fare un giro in qualche spiaggia nei dintorni. questo lunedì sono stata a milford, vicino a takapuna. (vi metto una mappa di auckland, così vi potete rendere conto di quanto sia immensa sta città... tutte case!!)

 non ci ero mai stata e non sapevo cosa aspettarmi, però mi è passato per la testa di fare un video per tutti voi!  è stata una cosa su due piedi, perdonate la scarsa qualità e gli scarsi contenuti, la prossima volta mi impegnerò di più! 



a seguire un altro video, questa volta per il centro di auckland, di sera, mentre guidavo. non si vede un granchè a parte la mia amatissima skytower, che per l'occasione lampeggiava di arancione! 
sottofondo: radio e navigatore gps  che meravigliaaaa  
dai abbiate pietà di me, lavoro troppo! e voi in europa, godetevi le vacanze  see ya guys



giovedì 7 agosto 2014

Guidare in Nuova Zelanda

è semplice e noioso.
strade piuttosto dritte, in base a dove vi trovate avrete di fronte paesaggi mozzafiato o quartieri residenziali in cui ci vuole un attimo a perdersi. senza navigatore io non faccio un passo. l'ho comprato nuovo a 80$... all'inizio usavo google maps sul cellulare, ma non capivo niente quando diceva i nomi delle strade, perchè me li diceva all'italiana!il centro di auckland è un macello, a parte che i parcheggi sono solo a pagamento, ai semafori il verde non scatta mai! durante il rosso, ho tempo per cercare il tabacco nella borsa, rollarmi una siga e fumarmela! non scherzo eh!

guida a sinistra e cambio automatico. vi abituerete presto, ma all'inizio è dura non finire contromano, mettere le frecce o il freno a mano, xchè li cercherete sul lato sbagliato.

le autostrade qua non esistono. il che è un bene da un lato (raramente si pagano i pedaggi ) ma dall'altro bisogna andare piano! la motorway a auckland ha il limite degli 80/100 km. ci sono 2 o 3 corsie. uscite da auckland e la motorway sarà una strada di campagna,, immersa nei campi, con una sola corsia per marcia! 
assicuratevi di avere una sim telecom quando viaggiate fuori dai centri abitati, perchè è l'unica compagnia che prende nelle zone rurali. se vi succede qualcosa siete rovinati! ci può volere un pò prima di raggiungere il prossimo centro abitato...

la benzina costa circa 2.10$ e il diesel molto meno, ma non sono informata =) 
quando avete una macchina, dovete pagare la registration (anche detta REGO, 77$ ogni 3 mesi) e fare il WOF ogni sei mesi (macchine vecchie). Il wof (warranty of fitness) sarebbe come il tagliando. Se comprate una macchina usata, assicuratevi che registration e wof siano ancora validi, altrimenti vi tocca spendere altri soldi appena acquistata l'auto. tutte le informazioni le trovate qua, sul sito dell'agenzia dei trasporti.

l'assicurazione non è obbligatoria, ma è molto economica rispetto all'italia. diciamo che con 200 dollari ve la cavate per una polizza base, che vi copre solo se fate danni ad altri.

passiamo all'argomento patente, che è quello per cui ho iniziato a scrivere questo post!

la patente italiana, è valida per un anno in nz. se avete intenzione di fermarvi più a lungo, avete bisogno di farla convertire. io l'ho fatto oggi, ecco il perchè di questo post =)

per i dettagli fate riferimento a questa pagina http://www.aa.co.nz/drivers/driver-licences/overseas-licence-conversions/
prima di tutto vi serve una traduzione della vostra patente, da italiano a inglese. costo circa 40$.
qua un elenco dei centri autorizzati per traduzioni ufficiali 
poi vi serve un documento che attesti l'indirizzo in cui abitate. va benissimo un estratto conto della banca.
portatevi dietro il passaporto, patente originale, non servono fototessere perchè fanno la foto sul momento, come anche la visita oculistica ve la fanno li. 

il tutto costa 53$, la patente (scusate ma non ho ricordo quanto sia la validità) ve la spediscono a casa in un paio di settimane e nel frattempo vi lasciano un foglio provvisorio. sul sito della AA (che sarebbe una specie di ACI kiwi) trovate tutti i posti in cui potete andare a fare la richiesta della patente.

as easy as pie!



martedì 29 luglio 2014

Vita da expat - Chi lascia la via vecchia per la nuova...

ciauuu =) questa volta non aspetto un mese per scrivere qualcosa! =) sono di buon umore da quando mi sono trasferita qua in campagna, volevo farvelo sapere! Ecco gli aggiornamenti sulla mia vita da expat.

tutta la negatività degli scorsi mesi, ho capito a cosa era dovuta. al fatto di essere sola, annoiata e insoddisfatta! diciamo che l'80% della colpa va imputata al vecchio lavoro, il 20% alla vecchia casa. mi annoiavo. eccome se mi annoiavo.
Da poco più di una settimana c'è stato quel cambiamento di cui parlavo nel post precedente.

la macchina... ho comprato una toyota trueno (anche conosciuta come lenin o corolla), classe 1991! per gli anni che ha, mi è andata ancora bene. l'ho pagata 1200$ e poi l'ho portata dal meccanico per una controllatina, e quest'ultimo mi ha castigata! 800$ per fare freni, olio e cinghia di distribuzione. mi ha fatto pagare 450$ solo di manodopera... un signore insomma! peggio per me, la prossima volta chiedo un preventivo prima di farmi fare un lavoro. La benzina costa circa 2.10$ quindi un pò meno che in italia, guidare a destra è stato un pò un trauma i primi giorni, ma mi sto abituando. le svolte a destra sono il mio punto debole, perchè tendo a ritrovami nella corsia contromano! senza navigatore non vado da nessuna parte, queste cavolo di strade sembrano tutte uguali e chi riesce ad orientarsi è bravo! (io no...)

puzzolo
la casa... è il coronamento dei miei sogni! casa con piscinaaaaa!!!  e coinquilini kiwi, finalmente! veramente uno di loro è della giordania, ma ha un ottimo livello di inglese e mi aiuta tanto con la lingua.. c'e' anche un cane, non mi sta tanto simpatico e puzza, però sicuramente con questa casa ho vinto il jackpot! bagno condiviso solo con un'altra ragazza. oh yeah! ho una camera dalle dimensioni decenti, letto comodo e guardaroba a muro. e la casa è anche vicina al lavoro, così quando non sono in ritardo o non piove, vado a piedi.

il lavoro... mmmmmhhhhh!!!! non è che faccia proprio i salti di gioia! ci sono un pò di pro e un pò di contro, ma una volta a settimana ho anche un altro lavoro in cui mi trovo meglio, così se tra 3 mesi qua non sono contenta, posso passare full time nell'altro posto. 
si abbiamo anche lo stagno!
ho una camera piena di finestre siiiii
in questo nuovo lavoro sono un pò pazzi. pazzi pazzi. diciamo pazzi invasati. cioè se la credono troppo! questi chef che non si fanno chiamare per nome, ma si fanno chiamare chef. io non ce la faccio. tutti i miei colleghi, appena arriva  un ordine, rispondono prontamente "yes chef, oui chef, thank you chef". io, spregiudicatamente, rispondo solo con un "yes", a volte manco quello, faccio cenno con la testa. mi piace fare la ribelle =) e mi piace rispondere o far notare delle cose se secondo me sono sbagliate. sono per la democrazia e la comunicazione. se loro sono propensi alla dittatura, che si vadano a cercare un altro schiavo, perchè io non sono la schiava di nessuno! io sono davanti a fare le pizze, ma sento gli chef come urlano ai cuochi in cucina e non mi piace per niente.
i lati positivi, d'altro canto, sono che ho una miriade di colleghi. sono sempre circondata da qualcuno, ho tutto il tempo qualcuno con cui parlare se ne ho voglia, un pò di colleghi sono kiwi quindi ottimo per il mio inglese! e in questo ristorante ho un sacco di cose da imparare perchè mi fanno anche fare preparazione e cucinare. ad esempio... lo sapevate che le cipolle contengono un sacco di zucchero? e per caramellarle non serve aggiungere zucchero, si caramellano solo con l'olio =)

quindi diciamo che sono contenta. ho uno splendido paesaggio fuori dalla mia finestra, essere immersa nel verde non è così male come pensavo. e il mio malessere era dovuto alla solitudine, ora che sono circondata da gente tutto il giorno, è passato. 
oggi è stata una bella giornata! ho lavorato nel lavoro part time, era il compleanno del capo, così quando abbiamo chiuso il ristorante ci siamo seduti a mangiare tutti insieme, birretta e per finire la torta! 

ah ma non vi ho raccontato 
come è andata a finire col vecchio lavorooooooo!!!
sapete che avevo avuto qualche problema con loro. bene ultimo giorno: mi organizzano una festa a sorpresa, che in realtà non è riuscita neanche un pò, ma ho apprezzato il gesto! e il mio ex capo ha fatto una specie di discorso per dire quanto sono brava e blablabla e mi ha detto che sono la benvenuta se voglio lavorare ancora con loro in futuro. potrebbe essere stato un discorso di circostanza, ma a me ha fatto piacere in ogni caso. 

è un altro successo da aggiungere alla lista. 
alla faccia di chi mi vuole male, tieee' =)
amo la mia vita da expat

mercoledì 9 luglio 2014

Vita da Expat - Another fresh start. E si riparte da zero!

Mancano 11 giorni. 11 giorni a un nuovo lavoro, un nuovo quartiere, una nuova casa, nuove conoscenze,  nuove abitudini. Questa è la mia vita da Expat, un cambiamento continuo.
Mancano 11 giorni e ho solo un nuovo lavoro.
Devo comprare una macchina e affittare una casa. Non sono disperata perché qua se ci si adatta le cose sono piuttosto facili.. però non sono neanche felice e rilassata perché odio fare le cose all ultimo minuto perché la fretta si sa... è cattiva consigliera!
La macchina ha la priorità, perché il nuovo lavoro sarà nel north shore, nella parte nord di Auckland... quella più kiwi probabilmente, non selvaggia quanto il West, ma meno urbanizzata rispetto alle zone centrali.
Si insomma. .. x me me il nuovo lavoro sarà in campagna! O una cosa simile :) c'è un solo bus che passa una volta ogni ora sulla strada principale e la zona circostante non è servita per niente. Abbandono l'idea di andare in bici, anche perché son tutte salite e ricordiamoci che qua è inverno. E quindi che macchina sia! Una volta trovata l'auto, posso permettermi di affittare una stanza ovunque. .. li nel north shore ci sono delle spiagge mozzafiato e non mi dispiacerebbe vivere vicino al mare,  piuttosto che in mezzo al bosco!!
E se non trovo casa alla svelta? Mi farò un simpatico soggiorno in ostello :) quindi la situazione è piu o meno sotto controllo. 
Spero solo che la macchina non sia un catorcio che mi lascia a piedi dopo 2 giorni, ma con un budget di 1500$ non posso neanche pretendere piu di tanto.
Per l'acquisto della macchina I concessionari sono off limits! Fanno pagare tanto anche dei catorci e non offrono neppure garanzie.
Ho scoperto che sparsi x la città, nel week end, ci sono dei mercati di auto usate. Il privato che vuole vendere,  pagando 35$, ha l'opportunità di esporre la propria macchina,  nel parcheggio I mezzi sono disposti per fasce di prezzo. Inoltre sono presenti dei meccanici che per la Modica cifra di 140$ faranno un'approfondita ispezione del veicolo che avete scelto, x evitarvi di prendere una fregatura.  E se non sbaglio è presente anche una postazione per fare direttamente il passaggio di proprietà.
Io ci sono andata alla car fair, ma sono tornata a casa in bici! Ero disorientata.. non sapevo cosa scegliere né come scegliere.  Dopo aver passato una settimana a spulciare annunci di auto online,  ora sono pronta! Entro domenica avrò una macchina. . Lo giuro!
Parliamo del lavoro invece. ..
Quando sono Andata a fare il giorno di prova, sono stata spedita a casa dopo 10 minuti, perché non stavo indossando una divisa da chef.  mi sono un po arrabbiata perché se per telefono mi avessero parlato della divisa,  l'avrei detto che non ce l'avevo. E ho passato 4 ore sul bus tra andata e ritorno.  Quindi non mi è sembrata carina la mossa del mandarmi via e avevo deciso di rifiutare il lavoro.  X quel motivo oltre che x il fatto che il ristorante è troppo lontano dai miei canoni di civiltà.
Poi però mi arriva una buona offerta economica. . Lo stipendio minimo qua è14$ l'ora,  io ne prendo 16$ e mi ritenevo già fortunata.. me ne sono stati offerti 18... cosa faccio?
Accetto ovvio!!! Quando mi ricapita??
Quindi qualche giorno fa mi sono licenziata,  ho dato disdetta della mia camera e ho iniziato le ricerche di casa e macchina.  Non sono sicura che sia la scelta giusta quel posto, ma tanto non ero contenta neppure qua al lavoro, quindi che dire... cambiando non ho nulla da perdere. . Anzi ho 50$ in più di stipendio a settimana!
E se va male ho già in mente il piano b: partire per Wellington! Il tempo li fa schifo.. è più freddo e c'è sempre vento.  Ma almeno avrò qualcosa di nuovo da raccontare :) vedrei un altro lato della nuova Zelanda,  perché quello che sto vedendo adesso non mi piace più così tanto.
Forse nella vita io devo viaggiare, forse il piano originario era quello giusto, forse questo non è il paese dei miei sogni, forse ho sbagliato a rinunciare a un anno in Australia.  Forse è Auckland che non va bene per me. O forse è solo questo quartiere.  O forse ho bisogno di più libertà di movimento, essere vincolata ai bus non fa per me.
Sapete cosa vi dico?
Non lo so.
non so  niente.
Vediamo cosa succede!
In ogni caso sarà un successo.  :) Vita da Expat

martedì 3 giugno 2014

Ines Nuova Zelanda e Donne che emigrano all'estero

sapevo di essere una come tante, non l'ho mai dubitato.

ora però faccio parte di una comunità su fb che vorrei segnalarvi.

come dal titolo si chiama donne che emigrano all'estero, per ora siamo una 20ina di ragazze sparse qua e la per il mondo, ognuna a raccontare la sua storia, che sarà diversa dalle altre, ma allo stesso tempo simile. 

perchè ogni giorno avremo una difficoltà da superare, qualcosa che ci manca dell'italia, qualcosa da imparare dal nostro nuovo paese.

cito la descrizione della pagina:
"Questa  pagina  vuole essere un contenitore di  storie e pensieri di donne che sono emigrate all’estero e che si trovano adesso  in qualsiasi parte del mondo.
Perche’ solo per Donne ?
Perche’ noi  abbiamo  piu’ paura degli uomini.
Ancora siamo legate ad una cultura che ci vuole vicino al focolare e che e’ piu’ propensa a vedere l’uomo come « emigrante ».
Invece non e’ piu’ cosi’…
Oggi  sono sempre di piu’ le donne giovani e meno giovani che emigrano , che trovano il coraggio di farlo  e che magari riescono a realizzare il loro sogno e la propria realizzazione.
Le donne hanno paura ma trovano anche il coraggio per fare TUTTO."

Tutto vero!

E io scrivo, sul mio blog come su quella pagina, non per manie di protagonismo, non perchè creda
a di avere una vita interessante degna di stare sotto ai riflettori, come ho detto all'inizio, sono una come tante!

Scrivo perchè so benissimo che li a casa, in italia, dall'altra parte dello schermo, ci sono tante persone (più o meno) infelici o insoddisfatte, che si lamentano o che sognano, ma che non fanno nulla per cambiare. 
il mio messaggio vorrei sempre che fosse: come l'ho fatto io, lo potete fare anche voi. 
partite, se partire è quello che volete, partite!

cambiare non vuol dire per forza cambiare in meglio, ma se non si prova, non lo si scoprirà mai!

per qualcuno partire sarà un successo, per qualcuno sarà un fiasco, ma se non lo fate vivrete per sempre nel dubbio e magari con dei grandi rimpianti.

partite, fatelo. smettetela di lamentarvi.

non vi prometto rose e fiori, ma vi prometto che sarete felici.
se non altro per aver ascoltato quella vocina che sentivate dentro, che vi diceva che dovevate fare qualcosa per voi stessi. quello che vi diceva la testa, o il cuore, o i sogni. non quello che vi dicevano gli altri.

e poi, possono succedere due cose una volta partiti...

vi renderete conto che senza l'italia non potete stare, e che le cose non erano così male come pensavate. l'italia sarà sempre li ad aspettarvi a braccia aperte, con le vostre famiglie e i vostri amici. tornare indietro, se è quello che volete, non sarà sbagliato, non sarà una sconfitta:
sarà la conferma che il vostro posto è quello, l'italia.

oppure potrà succedere che vi renderete conto che cambiare vita era quello di cui avevate bisogno, che vivere in un nuovo e diverso paese non è una passeggiata, ma vi dà quello che vi mancava in italia.

 in realtà questo punto è più complesso, perchè ogni esperienza all'estero è diversa, perchè noi siamo diversi, perchè ogni paese è diverso. 
ma tutti quelli che partono credo abbiano qualcosa in comune, la ricerca.
 la ricerca di qualcosa, dentro o fuori dalla testa diciamo =) in questo momento mi rendo conto di aver scelto proprio il titolo perfetto per il mio blog! ma questo è un altro discorso, ne parlerò un'altra volta! torniamo sull'argomento del post...


non lasciatevi schiacciare dalla routine, dal lavoro, dalla famiglia, dagli amici.
se avete un sogno, un'aspirazione, una curiosità, una voglia, un'insoddisfazione, una vocina li dentro che vi tormenta e vi incoraggia e vi sprona a partire, a cambiare, a provare...

ASCOLTATELA!

fatelo!

non bisogna essere degli eroi, sarete anche voi come me, come loro, come tanti..
buttate a terra le zavorre che vi frenano e spiccate il volo!
secondo me la cosa peggiore che possa capitare nella vita non è un insuccesso, ma un rimpianto.

in fondo la strada di casa si ritrova sempre, se avete problemi c'e' google maps =)

lunedì 5 maggio 2014

Vivere in Nuova Zelanda - il diario segreto di un' italiana all'estero

non posso dire che l'italia non mi manchi, 
sarebbe una bugia

mi mancano odori, sapori, colori, forme, posti, tradizioni, paesaggi, cultura, persone.
però ne prendo atto e vado avanti!
perchè quella di rimanere qua, a oltre 18000km di distanza da casa, è una scelta.

scelta mia

nessuno mi trattiene, nessuno me lo impone
sono libera di decidere e ho deciso di percorrere questa strada, che di sicuro non è la più semplice, ma una continua sfida.

ebbene si, mi sono trasformata da backpacker ad immigrata, anche se probabilmente lo sono sempre stata, fin dall'inizio. non sono qua per viaggiare, tornare a casa e raccontare agli amici la mia avventura, ma sono qua per costruirmi un futuro, o almeno a provarci, dato che non è facile a livello burocratico.

 il pensiero di essere in italia, tra pessimismo e crisi, mi fa sentire male! 
eppure l'italia mi sembra il paese più bello del mondo. 
sarà perchè è casa mia? l'italia è stupenda, c'e' solo un piccolo problema... legato al  mondo del lavoro e al governo! e queste piccolezze finiscono per rovinare tutto il resto. 
a partire dall'umore della gente.
 e se la gente che ti sta intorno è stressata, incazzata, frustrata, preoccupata, beh queste vibrazioni negative influenzeranno anche te.
 è una sorta di effetto domino, crolla tutto.
 e io non voglio crollare, io voglio restare in piedi, magari con qualche attacco di nostalgia patriottica ogni tanto, ma con un'espressione rilassata sul volto, circondata da persone che abbracciano la filosofia dell'easy going, no worries, sweet as bro.

mi mancano le serate in italia, tra aperitivi e ristoranti
sedersi a tavola, aprire il menù con curiosità e non saper cosa scegliere, perchè ogni cosa sembra più buona dell'altra, il vino della casa che costa 2 soldi ed è comunque buono, il caffè lo saltavo, ma ad un limoncello o ad una sambuca non di dice mai di no! e poi i dolci della casa... omfg!!
e il rito dell'aperitivo, a buffet ovviamente! mangiare di tutto e di più per la modica cifra di 7/10 euro compreso il cocktail, stare li fino alle 9, poi cambiare bar fino all'una e andare in discoteca. (sto parlando dello storico e del ducale, di piazza delle erbe... del porto antico. oddio ho un attacco di genovite acuta!) mi mancano i chupitos a 1 euro. bere e uscire in italia è così economico e non ve ne rendete conto! uno shot qua mi viene a costare più di una birra. 

che bei ricordi!

adesso invece quando andiamo a mangiare fuori non è così emozionante. di solito i miei amici vogliono mangiare asiatico, io invece spingo per indiano o fast food. il menu non mi sembra allettante, ogni piatto mi sembra uguale, quando ci sono le figure sono più contenta perchè almeno so cosa mi arriverà sul tavolo. bere durante i pasti ce lo scordiamo, perchè i prezzi sono proibitivi, ci accontentiamo della tap water quando è gratuita e di una birra in bottiglia a 10$. e l'aperitivo non solo non sanno cosa sia, ma come fai a spiegarglielo?

i ristoranti italiani per carità non mancano, ma preferisco morire di fame che andarci. a parte che magari un piatto di pasta te lo mettono a 20$ e la carne a 30$... ma poi dategliela ai kiwi la carbonara con la panna, funghi e magari anche il pollo. non chiamatela carbonara davanti a me, vi prego, che mi sento male! la colpa non è dei ristoratori (quando sono italiani), ma della clientela! perchè se non sanno mangiare sti cristiani, non c'è niente da fare! quindi i vari piatti vengono rivisitati in chiave locale, per farli piacere ai residenti (che nn capiscono una mazza d cibo!!!), xò cacchio non dite che siete ristoranti italiani, soprattutto quando di italiano non c'è manco la donna delle pulizie!

si, il tasto cibo è un tasto super dolente per me. e i miei amici mi prendono in giro tutto il tempo perchè ho sempre da lamentarmi! oh raga che vi devo dire, se non mi piace la cucina asiatica e mi ci portano sempre???
sono già più una fan della cucina kiwi... fish and chips (e nn mangio pesce, ma fanno anche i burgers) e pies. pies tutta la vitaaaaa!!! ecco cosa mi piace della nz... le pies!!!!! che sarebbero delle "crostatine" di pasta sfoglia salata (vedi foto), con ripieno di carne/formaggio/verdure. vengono servite rigorosamente calde, sono piene di gusto e di grassi =)

se no portatemi all'irish pub che sono contenta lo stesso, con una bella bisteccazza con la salsa gravy e il purè o le patatine, più eventuali funghi e onion rings. la mia amica della malesia lo chiama "western food" e mi fa ridere perchè per me è normale, cioè non asiatico, ma per lei che è asiatica è cibo occidentale. ma come lo dividiamo questo west? probabilmente per lei quello che non è asia/occhi  mandorla è occidente. e fa un unico maxi gruppo che parte dall'india e finisce col sud america.
una sera le ho chiesto di mangiare indiano - no mi fa schifo -
e il kebab - no mi fa schifo -
e il burrito? - non hai capito che mi fa schifo tutta quella roba indiana, turca o messicana? sono la stessa cosa per me.
ok e poi sn io quella difficile??????????????????

ok basta parlare di cibo!
torniamo al punto di partenza. se lodo tanto la mia bella italia, perchè smanio per rimanere in questo paese, che non è neanche comodo per essere venuti a trovare da amici e parenti?

non lo so!
forse qualche hobbit mi ha fatto un incantesimo a mia insaputa, ma sono rimasta inspiegabilmente stregata da questo paese. o meglio da questa città, dato che non ho viaggiato quasi per niente.
 razionalmente dovrei esplorare altre mete, ma mi sento in dovere di non spostarmi di un millimetro, perchè qua si sta bene. 
si sta bene a livello economico, ci si concede il lusso di scegliere il posto in cui lavorare e discutere il proprio stipendio. 
niente stress. i kiwi se ne fregano! vivono tranquilli e rilassati... io purtroppo non sono ancora entrata nell'ottica, il mio stress ce l'ho ancora addosso, ma per le situazioni specifiche (tutta questa storia sul lavoro, sul visto, sulle decisioni da prendere) e non per la vita in generale. 
pago il mio affitto a settimana, che comprende bollette, detersivi e carta da culo. lavoro le mie 6 ore al giorno, a contatto col pubblico: gente sconosciuta, che arriva in negozio e ti chiede come stai, come è stata la tua giornata e ti fa dei sorrisi abbaglianti.
ho orari "normali" e dopo quasi un anno lontano dalla vita da turnista mi rendo conto che sia tutta un'altra musica. godi meglio del tuo tempo, della differenza tra il giorno e la notte. 
quando sono per strada, anche se passo sempre dalle stesse vie, mi guardo intorno con attenzione ogni giorno, per cercare qualche dettaglio nuovo. e poi sono una super appassionata di cielo-stelle-nuvole-tramonti-luna. quando ero in italia questi elementi non mi sembravano tanto interessanti e soprattutto non mi soffermavo a guardarli. credo che questo faccia parte del mio processo di "disintossicazione" da stress.

il clima qua è strano ma mi piace. come dicono tutti, ti ritrovi una giornata di 4 stagioni (e lo dicono perchè è vero!). primavera/estate/autunno sono un'unica lunga stagione, quando fa caldo si sta bene, non si boccheggia, la pioggia è una rottura di scatole ma di solito non piove tutto il giorno, ma a intervalli abbastanza corti. l'inverno non l'ho ancora sperimentato, sono arrivata qua che stava finendo, non ho avuto mai freddo e la neve non esiste ad auckland. solo il vento, quando ci si mette, è parecchio fastidioso. adesso è autunno ma si gira ancora in maniche corte e ciabatte, la sera fa un pò freddo, ma niente a che vedere con gli autunni del nord italia!

concludo con quello che probabilmente è più importante per me, la sfida.
questo amore per l'inglese, che mi ha accompagnato da quando avevo 11 anni, finalmente trova spazio per misurarsi, confrontarsi, arricchirsi.
 da un lato sono bramosa di imparare, dall'altra sono pigra per aprire i libri.
 probabilmente sto imparando e migliorando senza accorgermene e senza fare troppi sforzi. se mi impegnassi un pò di più, avrei risultati migliori, ma ragazzi ve l'ho detto siamo nella patria del take it easy =) 
vivere in una lingua che non è la tua, in mezzo a persone nella tua stessa condizione e ad altre che invece sono madrelingua. è quello che fanno milioni di immigrati ogni giorno. ma se sei a casa tua, a parlare la tua lingua, non te ne accorgi. non ti accorgi di quanto sia faticoso vivere pensando in una lingua e parlarne un'altra. doversi confrontare/scontrare con le persone e non sentirsi all'altezza solo perchè per colpa della lingua non ci si riesce ad esprimere come si vorrebbe. non puoi dare ai tuoi discorsi le sfumature che li rendono efficaci nella tua lingua. questa cosa è brutta, ma ti da la spinta per migliorare ogni giorno. 
e se sei stanca, confusa, triste e disperata, perchè a volte le cose non vanno come dici tu, non è che puoi prenderti un aereo e tornare a casa per il weekend. 
devi fartela passare! devi resistere!
devi combattere contro le debolezze che hai dentro e andare avanti, sei tu contro il mondo!
anche questa della distanza è una bella sfida. e distanza vuol dire anche differenza. tutta la diversità che mi circonda è stimolante, ma a volte ti butta giù la voglia di quelle cose di cui parlavo all'inizio. tutti e cinque i sensi ti dicono: ma cosa ci fai qua? ridammi l'arte da vedere, il cibo da gustare, il profumi da annusare, le voci da ascoltare. il tatto boh, forse il tatto è l'unico che non hai mai problemi in nuova zelanda =)

e poi... sono partita con l'intento di cambiare la mia vita
a fanculo il lavoro a tempo indeterminato!
 a fanculo il mutuo da pagare! 

voglio sentirmi libera di decidere, di cambiare se non sono felice, di fare passi avanti, di crescere a livello personale e professionale.

questo paese, giovane e vivo, sembra darmi le spinte giuste per seguire i miei obiettivi...

anyway, 
italy 
i will always 
love u

venerdì 2 maggio 2014

Problemi da expat - Pissed and betrayed, confused and guilty

non voglio fare la splendida con un titolo in inglese, è solo che queste parole mi suonano meglio che in italiano! sono incazzata, mi sento tradita, sono confusa e mi sento colpevole.

riassunto delle puntate precedenti...
il mio datore di lavoro mi ha offerto il work visa, ossia il visto per poter lavorare con lui per un altro anno. mentre ho fatto la richiesta del nuovo visto, ho dovuto prendermi una pausa e al mio posto è stato assunto un altro ragazzo. nel giro di due settimane ho avuto il visto ed ero pronta a tornare in campo, ma il mio capo ha detto che volendo tenere anche l'altra persona, vuole aprire il negozio anche a pranzo per aver abbastanza ore per far lavorare entrambi. 

e che ci vuole? apri a pranzo!
no....
vuole anche iniziare a fare la pasta, oltre che le pizze e la cucina va attrezzata.
mi dice... inizi settimana prossima.
ok.
la settimana dopo mi dice inizi la settimana prossima,
ok.
la settimana successiva non si fa neanche sentire!

quindi mi ritrovo con un visto di lavoro che mi permette di lavorare solo per un datore di lavoro, che non mi da da lavorare! ed è 3 settimane che non lavoro, ragazzi i soldi finiscono...
davanti a me ho 3 opzioni:
  1. continuare ad aspettare, non si sa per quanto, che il negozio apra a pranzo
  2. cercare un altro lavoro ad auckland, sempre come pizza chef 
  3. partire x l'australia dato che il mio visto è ancora valido per qualche settimana, rimanere fino a fine anno e rientrare in nuova zelanda e cercare un altro lavoro e riprovare a fare il work visa per rimanere ulteriormente qua.
l'opzione numero uno sarebbe la più logica, in quanto ho speso la bellezza di 800$ per il mio visto e l'ho fatto perchè mi piaceva l'idea di poter vivere qua e magari avere un futuro. adoro il mio lavoro, è vicino a casa e mi ci trovo bene.
sono incazzata - perchè mi chiedo: se c'ero prima io, perchè non mi ridai il mio lavoro? perchè non possiamo dividerci le ore io e l'altro tipo, nel frattempo che si apre a pranzo?

mi sento tradita - ho dato tanta disponibilità, forse pure troppa, credevo di essere stata ripagata col mio work visa, ma che me ne faccio del work visa se poi non mi dai da lavorare e dai lavoro agli altri!

mi sento colpevole - perchè non ho più pazienza di aspettare, devo lavorare e non capisco cos'abbia in testa il mio capo. forse non si sta comportando in mala fede, forse ha solo bisogno di tempo, magari mi dovrei fidare e aspettare. ma ora come ora penso solo ad un piano b, che coinvolga i punti 2 e 3

mi sento confusa - probabilmente questa è la sensazione dominante

ebbe si, non so che fare!

cercare un altro lavoro qua è la soluzione più semplice. di lavoro non ne manca, ma (sentite la cazzata!) ho finalmente trovato una casa decente e non me la sento di cambiare di nuovo, per avvicinarmi al lavoro, qua in zona non ci sono altre pizzerie, sono a china town. mi sento più vincolata adesso rispetto a quando ero in italia, col mio tempo indeterminato e il mutuo da pagare. ma sarò scema??? me lo dico da sola, se volete infierite pure!

l'australia invece era il piano iniziale. quando ho avuto l'opportunità del work visa, ho pensato "ma si, se viaggi prima o poi ti devi fermare, questa è la mia occasione per avere un futuro fuori dall'italia, fermiamoci". e ora le cose stanno andando così, cioè non stanno andando come dovevano andare e ho l'opportunità di scegliere!
 e non so cosa scegliere, perchè forse avevo già scelto, volevo rimanere qua.

 ma se dovessi seguire il percorso che avevo studiato un anno fa? posso andare in australia e tornare indietro quando mi pare, non è nulla di impegnativo, è stato un passo ben più grande venire qua dall'italia, e invece non so perchè in questo momento, dover prendere questa decisione nel giro di una settimana, mi sembra un passo gigante.
dover ricominciare da zero, da sola, in un posto nuovo. 
dalla mia ho che almeno adesso non ho più problemi con la lingua =)

l'ho già fatto l'anno scorso ed è stato fantastico, perchè adesso mi fa paura?

e poi parliamone di questa paura irrazionale...
paura di cosa?
non ho niente che mi tenga qua!
il lavoro a quanto pare non ce l'ho
ho affittato una camera che devo lasciare con 2 settimane di preavviso
amici ne ho ben pochi perchè di base erano tutti backpackers che o sono tornati al loro paese, o hanno cambiato città
quindi... cos'e' che mi trattiene?????
non lo so!

aspetto ancora qualche giorno per prendere una decisione... 
se non altro mi sento fortunata, perchè posso fare delle scelte!
che non sia tanto portata a scegliere... beh questo è un altro discorso =)

ps. lo so che tutti quelli in italia mi diranno: vai in australia!
ma chi è in nz mi dirà di rimanere qua